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Intervista Senatrice Di Giorgi

14.09.2017

Nostra intervista alla Vicepresidente
del Senato Italiano


In questo numero di ViaVai abbiamo deciso di intervistare una personalità di spicco, a livello nazionale, che avesse però un forte legame con la città di Firenze. La scelta non poteva che ricadere su una figura come Rosa Maria Di Giorgi, Vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana dallo scorso febbraio 2017 e legatissima a Firenze, dove ha ricoperto ruoli di primo piano nelle amministrazioni Primicerio (Capo Gabinetto), Domenici (Assessore alla Cultura) e Renzi (Assessore all’Educazione, alla Legalità e ai Rapporti con il Consiglio).
Nel 2013 è stata eletta senatrice e, nel corso della sua attività, si è impegnata molto in favore della scuola, dell’educazione superiore, della ricerca e dei diritti civili. In queste pagine ci parla di temi "cari" all’Automobile Club come la sicurezza stradale, le nuove leggi del codice della strada e il ruolo stesso dell’ACI.



Senatrice Di Giorgi, parliamo di sicurezza stradale. Secondo l’articolo 208 del Codice della Strada, il 50% dei proventi derivanti dalle multe deve essere investito dai Comuni in favore della sicurezza stradale. Eppure, non sempre questi soldi vengono spesi in modo efficace. Quali strumenti, ed eventualmente sanzioni, si possono applicare per le Amministrazioni inadempienti?



È, innanzitutto, necessario capire dettagliatamente come questi proventi vengono investiti dalle singole amministrazioni, tenendo conto che la sicurezza stradale passa per tre grandi macro aree: l’educazione, la messa in sicurezza delle strade e la dissuasione mediante dispositivi di controllo o cartelli. Un’analisi sistematica sull’utilizzo di questi fondi da parte delle P.A. è l’unico strumento idoneo per tenere sotto controllo le inadempienze. L’’unico deterrente per penalizzare chi gestisce male tali fondi è pretendere trasparenza dalle amministrazioni su come vengono spesi i soldi. Non parlerei però di sanzioni dirette per le singole amministrazioni perché poi colpirebbero indirettamente le tasche dei cittadini. Più trasparenza consentirà altresì ai cittadini di poter giudicare i propri amministratori e decidere se, in fase elettorale, cambiarli.



L’introduzione del reato di omicidio stradale ha da poco compiuto un anno. Quali sono i risultati ottenuti dall’introduzione di questa legge e dove, secondo lei, si possono applicare dei correttivi per migliorarla?



Niente meglio dei numeri può supportare un commento alla legge che abbiamo approvato. I dati Ufficiali delle forze dell’ordine dicono che rispetto al 2015 si riscontra un -5% di vittime della strada, diminuzione che tocca il -6,7% rispetto al periodo compreso tra marzo e dicembre 2016. Anche per i primi due mesi del 2017 il dato si conferma positivo seppur parziale e ancora troppo lontano dagli obiettivi fissati dall’Europa che per il 2020 auspica un dimezzamento delle vittime e dei feriti da incidente stradale. La maggior parte degli incidenti che si verificano sulle strade sono causati, però, da una distrazione, seppur breve, del conducente che si mette alla guida ignaro che anche una piccola svista può essere fatale. Una delle linee guida della nuova legge è di fronteggiare il malcostume di chi, con superficialità, parla al telefono o risponde ai messaggi mentre si trova alla guida di un veicolo. Quindi per completare la risposta alla vostra domanda su come migliorare la legge, intanto abbiamo introdotto sanzioni severe per chi usa il cellulare alla guida. Campagne di sensibilizzazione e l’introduzione di educazione al rispetto del prossimo, sono gli strumenti già adottati per reprimere il fenomeno. Ora l’inasprimento della pena per chi utilizza il cellulare in auto potrebbe darci altri risultati importanti.



Altro argomento ricorrente: la proposta di abolire il bollo auto. Che posizione ha in merito e come potrebbe, lo Stato, recuperare un introito che attualmente vale dai 7 agli 8 miliardi di euro l’anno?



Il problema del bollo auto non riguarda solo la sua esistenza, ma anche l’utilizzo che viene fatto dei soldi introitati. Se il bollo auto serve, come è successo in passato, per pagare le strutture delle P.A. e gli enti ad esse legate è chiaramente una tassa ingiusta. Se invece la pubblica amministrazione, come nei fatti sta succedendo grazie agli ultimi decreti varati, continua nell’opera di snellimento e reinveste gli introiti per sbloccare, ad esempio, le posizioni di carenza del personale dei dipartimenti dei trasporti terrestri, allora è corretto pensare di mantenerlo. Certo, non dimentichiamo neanche che l’automobile è uno dei beni più tassati in assoluto: le spese di mantenimento dell’auto gravate da sanzioni, adempimenti e pressione fiscale possono diventare un costo insostenibile.



Che ruolo può avere un’istituzione come l’ACI e quale può essere il suo contributo sulle questioni legate alla mobilità ed alla sicurezza stradale?



L’ACI ha da sempre un ruolo centrale per i servizi offerti agli automobilisti e per il ruolo di controllo e di iniziativa nel settore auto. Mi piace pensare all’ACI come centro di servizi anche tecnologici ed anti burocratici all’avanguardia. Poi la sua stessa storia è un "brand", direbbero gli esperti di marketing, un ente radicato tra gli automobilisti da decenni. Il nome ACI lo immagino a garanzia di uno sforzo ancora più grande sulla sicurezza e l’educazione stradale e civica. Proseguire insomma sulla strada della sensibilizzazione e divulgazione dei principi del codice della strada, perché quando lo fa l’Aci è un valore aggiunto.