Home > Attualità > INTINI: collaborazione per la sicurezza

INTINI: collaborazione per la sicurezza

15.03.2017


Dalle questioni legate alla sicurezza cittadina, ai temi che affliggono gli automobilisti fiorentini, come il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. Dallo scorso 13 aprile 2016 Alberto Intini è il nuovo Questore di Firenze.
Oggi, a quasi un anno dal suo insediamento, ViaVai ha voluto tracciare un bilancio della sua attività, concentrandosi anche sul lavoro che resta da fare, per migliorare la sicurezza della nostra città.

É passato circa un anno dal suo insediamento a Firenze.
Cosa è stato fatto e dove, secondo lei, c’è ancora da lavorare?

Se dovessi tracciare un punto di situazione di questi undici mesi fiorentini, potrei dire che molto è stato fatto su diversi fronti. In particolare, vorrei sottolineare la liberazione dell’Area San Salvi, interessata nel corso degli anni, a causa del protrarsi dello stato di abbandono, da diverse fenomenologie sia di degrado, che criminali nello specifico spaccio di sostanze stupefacenti ed occupazioni abusive e i risultati ottenuti in tema di contrasto all’abusivismo commerciale. Sicuramente c’è ancora molto da lavorare nell’ambito dell’attività di contrasto ai reati predatori. Infatti, sebbene nel corso del 2016 si sia registrato un trend in diminuzione del totale dei reati consumati nel Comune di Firenze, la percezione di sicurezza dei cittadini è ancora insuffi ciente, probabilmente proprio a causa di queste tipologie di reato che, più di altre, infi ciano il quotidiano impegno delle forze dell’ordine.

Tra i vari temi legati alla sicurezza, quelli più sentiti dai cittadini riguardano soprattutto la movida notturna, la minaccia terroristica e, soprattutto per gli automobilisti, la questione dei parcheggiatori abusivi. Come si può intervenire per "gestire" questi fenomeni?

Le problematiche richiamate sono tra quelle che maggiormente incidono sulla percezione di sicurezza del cittadino e, di conseguenza, sulla cd. qualità della vita.
La minaccia terroristica, anche di carattere internazionale, sicuramente esiste e, per tale
ragione, il livello di allerta deve essere elevato.
Tuttavia la minaccia non si contrasta blindando la città, ma con un’adeguata azione di intelligence, con mirati servizi di prevenzione e con un capillare sistema di controllo del territorio. La movida, poi, è una problematica comune a tutte quelle realtà urbane contrassegnate da un gran fl usso di persone, perlopiù turisti e studenti.
La priorità è quella di contemperare il legittimo interesse del cittadino ad una vita tranquilla e serena, con quello delle giovani generazioni ad un divertimento che deve essere, però, responsabile e rispettoso della tranquillità altrui.
Venendo, infine, alla questione dei parcheggiatori abusivi, se la condotta non travalica in ipotesi di reato quali, ad esempio, la truff a o l’estorsione, l’attività di contrasto può esplicarsi solo sul piano amministrativo, con le sanzioni previste dal codice della strada per coloro che esercitano abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine. Fondamentale, però, è la collaborazione del cittadino, chiamato a segnalare tali situazioni al fine di consentire l’intervento della volante che valuterà, di volta in volta, come procedere.

C’è un particolare appello che vuole rivolgere ai fiorentini relativamente alle questioni legate alla sicurezza?

Come dicevo, la collaborazione del cittadino risulta fondamentale per la nostra attività. Attenzione, questo non vuol dire che il cittadino è chiamato a sostituire le forze di polizia, ma solo a segnalare quelle situazioni già sfociate in attività delittuose o che comunque destano semplicemente sospetto.
Non c’è controllo più capillare di quello dell’occhio dei cittadini, che sono ovunque.