Vai direttamente ai contenuti

Home > Attualità > Sicurezza stradale

Sicurezza stradale

25.11.2016

Che idea si è fatto di "senso di responsabilità" dei fiorentini, in relazione alla sicurezza stradale e dove c’è ancora da migliorare?
A Firenze sono tanti i conducenti di auto, scooter e biciclette che rispettano il codice della strada. Confrontandomi con loro, ho notato con piacere che si comportano così non per il timore di prendere una multa, ma perché sono consapevoli che la sicurezza stradale è un valore per la collettività, un patrimonio comune da realizzare soprattutto attraverso comportamenti virtuosi. Purtroppo, c’è sempre una sacca, seppur residuale, di automobilisti indisciplinati: eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza e mancato rispetto delle distanze di sicurezza sono le violazioni che le donne e gli uomini della Polizia Stradale, in Toscana, sanzionano con maggiore frequenza. C’è ancora da lavorare sull’uso del telefono cellulare alla guida.
Anche grazie all’utilizzo di auto "civetta" riusciamo a individuare gli automobilisti "distratti", ma è un fatto culturale: dobbiamo far capire a chi è al volante che quando si guida non si deve pensare ad altro. Su questo aspetto l’attività della Polstrada è proiettata soprattutto alla prevenzione e all’educazione.
Ogni contravvenzione che siamo costretti a fare rappresenta per noi una sconfitta, significa che i nostri sforzi finalizzati a divulgare la cultura della guida sicura sono risultati vani.
La sicurezza è un tema fondamentale nell’ambito della mobilità. Secondo lei sono sufficienti le campagne di sensibilizzazione, promosse da enti e istituzioni locali, oppure c’è bisogno di qualcosa di più?
L’ attività di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale non si potrà mai considerare sufficiente fi no a quando saremo costretti a contare incidenti e feriti sulle nostre strade. Nel 2015, purtroppo, dopo molti anni in Italia il numero dei decessi è tornato a crescere: questo deve spingerci a moltiplicare il nostro impegno in ogni direzione. Su input della Direzione Centrale delle Specialità delle Polizia di Stato, tutte le componenti della Polizia Stradale sono quotidianamente protese a diffondere la cultura della guida sicura, grazie a campagne informative realizzate anche in collaborazione con enti pubblici e privati. Si pensi, ad esempio, al progetto "ICARO", avviato 17 anni fa; al pullman azzurro, che gira instancabilmente tutta l’Italia per incontrare i giovani e parlare di prevenzione e sicurezza stradale; al progetto "biciscuola", rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie.
Sappiamo, però, che da soli non ce la possiamo fare. Per realizzare una sicurezza stradale "partecipata" è fondamentale il contributo di tutti: per questo la Polstrada supporta con entusiasmo le iniziative di formazione e di sensibilizzazione organizzate da chi ha a cuore il tema della sicurezza alla guida. Impagabile è soprattutto la passione di chi, segnato dalle conseguenze di gravi incidenti, ha saputo trarre da un momento così drammatico della propria esistenza l’energia per dedicarsi alla diffusione del tema della sicurezza stradale tra i giovani e gli operatori del settore.
C’è un particolare appello che vuole fare ai fiorentini, in materia di comportamento sulle strade?
A loro rivolgo questo invito: quando siete al volante, pensate solo a guidare e non distraetevi. Telefoni cellulari, chat, selfie e radio sono fonti di disattenzione, spesso fatali. Inviare un sms significa percorrere decine e decine di metri "al buio", anche in città.
Quando si è su strada, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: un ostacolo improvviso, un bambino sfuggito al controllo del genitore, oppure un altro automobilista che, sempre per distrazione, ci taglia la strada. Peraltro, la sicurezza inizia ancora prima di mettersi su strada. Guidare in condizioni psico-fisiche regolari senza sballarsi, conoscere la situazione del traffico e le condizioni meteorologiche, infatti, significa prevenire situazioni di pericolo per la propria incolumità e quella degli altri. Un suggerimento ai tanti appassionati, come me, della bicicletta. Il ciclista è un utente "debole" della strada, spesso incolpevole vittima dei comportamenti scorretti degli automobilisti. Tuttavia, anche noi amanti delle due ruote siamo un po’ indisciplinati e non sempre rispettiamo le regole: semafori rossi "bucati", circolazione contromano e sui marciapiedi sono comportamenti che, se evitati, contribuiscono a salvare la vita di chi pedala e di chi cammina intorno a noi.
In che modo un ente come ACI può contribuire a migliorare lagestione della mobilità locale?
ACI svolge numerose iniziative di sensibilizzazione, in collaborazione con gli enti concessionari delle strade, nonché corsi di formazione legati all’educazione stradale.
La sua presenza capillare sul territorio potrebbe contribuire a diffondere ancor di più la cultura della guida sicura. Le sue scuole guida e i suoi sportelli interagiscono ogni giorno con tantissimi automobilisti: la visita medica per il rinnovo della patente o i corsi per i conducenti professionali rappresentano occasioni uniche per ricordare che la sicurezza sulle nostre strade si realizza solo attraverso i comportamenti virtuosi di tutti.