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Firenze Capitale

06.03.2015

Ricordare 150 anni da quell’anno 1865, momento in cui Firenze diventò Capitale del giovane Stato italiano che aveva raggiunto l’unità da soli 4 anni, rappresenta occasione da celebrare storicamente, ma anche per riflettere su come vedere oggi la città e assimilare strategie per il futuro di Firenze.

Il 3 Febbraio 1865 il Re arrivò a Firenze accelerando i tempi previsti in modo da troncare le continue proteste e contestazioni che avvenivano a Torino, privata del ruolo di capitale. Il 21 , 22 Settembre 1865 erano stati piu’ di 40 i morti per gli scontri fra polizia e cittadini che protestavano e nei mesi successivi numerosi altri erano stati i momenti di contestazione , compreso le proteste davanti la Villa Reale nella festa che Vittorio Emanuele aveva dato per il 31 gennaio 1865.

Firenze nel frattempo aveva cominciato a prepararsi partendo da un’iniziale senso di scetticismo, ma presa coscienza dell’occasione che si offriva alla citta’ si era proiettata, facendo le cose serie, per ospitare i circa 40.000 funzionari, burocrati, diplomatici che una capitale avrebbe indotto a trasferirsi. il 22 novembre Giuseppe Poggi era stato incaricato del "piano di ingrandimento", strategia urbanistica che aveva previsto l’abbattimento delle mura e la loro sostituzione con ampi viali alberati, nuovi quartieri con armonia di spazi verdi e quindi costruzione di palazzi a Barbano con al centro l’attuale p.za Indipendenza. Alla Mattonaia con al centro piazza D’Azeglio, l’allargamento di via degli Avelli e la realizzazione di piazza dell’Unita’ d’Italia, aprendo un ampio spazio davanti alla stazione ferroviaria. Giuseppe Poggi in realtà seppedisegnare con lungimiranza anche una nuova viabilità con l’armonia del viale dei Colli che da p.za Francesco Ferrucci congiungeva tra le colline fiorentine l’arrivo a sud di Oltrarno presso Porta Romana, offrendo un’affaccio meraviglioso alla città con il Piazzale Michelangelo . Le trasformazioni urbanistiche che Firenze visse nel periodo di Firenze Capitale e nei successivi anni che porteranno alle soglie del 20° secolo sono cosi’ profonde che in nessun altro momento della storia che caratterizza i 2000 anni di Firenze saranno mai prodotte. Certamente non furono solo soluzioni positive, perché lo sventramento del centro storico con l’eliminazione del ghetto e degli antichi edifici risalenti al periodo romano della citta’ ubicati nella zona dell’attuale p.za della Repubblica furono interventi eccessivi , pur dettati dal risanamento igienicosanitario.

Si tratta in questo caso non di volontà del Poggi, ma del periodo in cui ad amministrare la città era il sindaco Pietro Torrigiani con l’approvazione di delibere in Consiglio Comunale a partire dal 1881. L’insegnamento che ci rimane è che comunque, quando la città ha voluto mettersi in discussione , procedere con interventi di modernizzazione e di risanamento, ha avuto anche la forza ed il coraggio di portarli avanti . Questo deve essere quindi anche un incoraggiamento per la città di oggi e dei progetti che sono in ponte, soprattutto per la modernizzazione della rete di infrastrutture.

Sono più di 60 gli eventi, i convegni, le mostre che abbiamo previsto nel 2015 per ricordare cosa avvenne 150 anni fa. L’importante è che dal senso della memoria possiamo ricavare stimoli ed approfondimenti che ci possano servire oggi per rendere più bella Firenze


Eugenio Giani